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Rischi del volontariato Veg

5 principali rischi

Manifestare stress emotivi e disagi psicologici può avvenire in tutti gli ambienti dove si viene a contatto con persone ammalate, soprattutto malati terminali, negli ambienti medico-sanitari, anche nelle forze dell'ordine.

Può colpire anche gli animalisti e attivisti proprio per l'impatto con la sofferenza animale: per la frustrazione di non intravedere soluzioni a breve termine e l’impotenza di fronte a ciò che accade. Venire a conoscenza dei fatti atroci che riguardano gli animali, vedere i video e le foto, leggere i testi e imbattersi spesso in immagini estremamente forti di ingiustizia, dolore e morte, significa farsi un'overdose di stress emotivo, difficile da metabolizzare che crea disagio e può portare anche verso patologie più serie.

Per quanto sia difficile, è necessario reagire ai primi sintomi, perchè se ci lasciamo vincere da questi stati emotivi, non aiuteremo nè noi stessi, nè tanto meno cambieremo le sorti degli animali. E dobbiamo metterci il cuore in pace che non è detto che questa generazione vedrà la liberazione animale. Anche se non smetteremo mai di provarci e sperare.

Andiamo ad esaminare i principali rischi.

Mobirise

Sindrome di "Bornout"

La "sindrome da bornout" è una condizione di esaurimento emotivo e mentale caratterizzata da perdita di energie, affaticamento persistente e riduzione del senso di efficacia personale. Si manifesta quando l’impegno è continuo e i risultati appaiono scarsi o troppo lenti rispetto alle aspettative. Nel tempo può emergere una percezione di impotenza e disillusione, fino alla sensazione che ogni sforzo sia inutile e che “nulla possa davvero cambiare”.

Mobirise

Fatica da empatia e cinismo difensivo

L’esposizione continua alla sofferenza e il costante coinvolgimento emotivo possono portare a un progressivo senso di svuotamento. Per proteggersi, la persona può sviluppare forme di distacco emotivo, che talvolta si manifestano come atteggiamenti più freddi o cinici. Questo meccanismo rappresenta una difesa dal dolore eccessivo, ma nel tempo può ridurre la capacità di entrare in relazione autentica con gli altri. La difficoltà di relazionarsi con chi non vede o non capisce, può successivamente tramutarsi in sensazioni di solitudine. 

Mobirise

Ferite Etiche

Quando il coinvolgimento emotivo diventa profondo, si possono avere effetti simili a quelli di un trauma vissuto indirettamente. L’identificazione con le vittime porta spesso a percepire il loro dolore come proprio. Quando a questo si aggiunge l’impossibilità di intervenire o di trovare soluzioni concrete alle ingiustizie osservate, può svilupparsi un intenso senso di frustrazione e impotenza. Nel tempo, il continuo assistere a ingiustizie gravi e ripetute che contrastano profondamente con i propri valori può generare vere e proprie ferite etiche.

Mobirise

Ipervigilanza

Il senso di colpa per non fare abbastanza, per non riuscire ad aiutare tutti o per percepirsi in una condizione migliore rispetto a chi soffre può generare forti rimorsi. Questo stato emotivo porta spesso ad aumentare il carico di impegno, a diventare più sensibili e reattivi e a vivere in una condizione di allerta costante, con difficoltà a rilassarsi e a distaccarsi anche al di fuori dell’attività di volontariato.

Mobirise

Effetto "Rage"

Lo stress emozionale può anche sfociare in rabbia perchè le notizie e le immagini che assorbiamo le viviamo come problemi ma son problemi che non possiamo risolvere a monte, nell'immediato, non possiamo rispondere mai con un'azione e quindi queste cariche negative, che si generano dentro di noi, non escono mai e si accumulano.
Questo può portare a farci diventare aggressivi nei confronti degli altri. Lo sappiamo: la nostra consapevolezza fa fatica a tollerare l'egoismo o l'indifferenza delle persone con cui veniamo a contatto, ad accettare che sia legale e "normale" ciò che per noi è scolvolgente. Vivere in un sistema che nega la sofferenza animale, la sminuisce e spesso anche la ridicolizza, è già questo fonte di stress. L’aggressività però non può e non deve essere il metodo usato per rapportarsi con il prossimo, perchè si rischia di ottenere il risultato opposto, di essere addirittura controproducente per i nostri obiettivi. Il "come" diamo un'informazione può rovinarci l'occasione di trasmetterla.

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Pagina aggiornata al 18/04/2026
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